Il magico Natale di Dasher

 

C’era una volta,
una renna di nome Dasher, la più scattante e fulminea che Babbo Natale avesse mai avuto.
Sì, perché Dasher non era una renna qualunque, poteva volare per molto tempo sfrecciando nel cielo per questo aveva accompagnato il buon vecchio babbo in tutto il mondo per consegnare i doni natalizi.
La magica renna era fierissima del suo compito, mai un pacchetto recapitato in ritardo ed al suo ritorno nel bosco in cui viveva, non mancava mai di portare ai suoi amici animali i biscotti che i bimbi lasciavano vicino al camino per lei e Babbo Natale.

Erano però ormai troppi anni che Dasher viaggiava lungo le vie del cielo e col tempo aveva perso la sua proverbiale velocità, iniziava infatti ad avere un fastidioso mal di schiena e non distingueva bene tra una stella e l’altra rischiando così di sbagliare strada e ritardare le consegne.
Per questa ragione anche se a malincuore Babbo Natale dovette sostituirla con una renna meno esperta ma più giovane e lei si ritrovò per la prima volta a vivere il Natale nel bosco.
Era triste Dasher, non solo non avrebbe potuto regalare i biscotti ai suoi amici ma non avrebbe vissuto il Natale! Nel bosco infatti non esistono luci colorate che adornano gli abeti o palline variopinte che pendono dai loro rami, per non parlare dei pacchetti, dei nastrini, del camino e della cioccolata calda!

“Dasher, cosa fai qui? Oggi non è quella cosa… dimentico sempre come si chiama…”
“Natale, Orsa Lea, sì, questa sera sarà Natale ed io sono qui, niente volo intorno al mondo quest’anno…”
“Che cosa hai detto???”, chiese una talpa uscendo di colpo da un buco nel terreno, “vuoi dire che non avremo i nostri biscotti? Ma questa è una vera tragedia!!”
“Amici, mi dispiace ma sembra che io sia troppo vecchia per volare, niente più biscotti, doni, luci, festa, niente più Natale per me!” e così dicendo la povera renna si allontanò nel fitto del bosco, triste e pensosa.

“Dobbiamo fare qualcosa…”, disse Nino il Ghiro.
“E tu da dove sbuchi? Credevo dormissi!!” esclamò la talpa.
“E’ quello che mi riesce meglio, in effetti ma avete fatto un tale baccano proprio fuori dalla mia tana che mi avete svegliato! Ecco cosa faremo: andiamo tutti a schiacciare un pisolino e vedrete che mentre dormiremo ci verrà in mente il da farsi.”
“Oh, Nino, sei il solito pigrone!” lo rimproverò l’orsa Lea “Vi dirò io cosa fare, se Dasher non potrà raggiungere il Natale sarà il Natale
che raggiungerà lei!”
“Ehhh?” chiesero tutti in coro.
“Il Natale…porteremo il Natale nel bosco, semplice, no?” spiegò Lea soddisfatta.
“E come???”
“Basterà ripensare alle storie che Dasher ci ha raccontato in questi anni ed addobbare il bosco come fosse una casa, la nostra.”
“Uhm, bene, ci sto!” cinguettò Pepe il pettirosso che fin dal principio aveva seguito il dialogo tra gli animali.
“Bene, Pepe, tu ed i tuoi amici avete l’incarico di addobbare gli abeti…” disse l’orsa.
“Gina, Nino, voi pensate alla cena di Natale.”
“E tu cosa farai?”, chiese il ghiro sbadigliando.
“Io procurerò la legna, non abbiamo un camino ma possiamo accendere un grande fuoco attorno al quale raccoglierci tutti e mangiare insieme.”

Detto fatto. Ognuno si impegnò per portare a termine il compito che gli era stato assegnato, proprio come faceva Dasher quando volava lungo le strade del cielo avendo in mente solo di essere puntuale affinché tutti i bimbi potessero avere i loro doni in tempo. Gli uccellini, guidati dal pettirosso Pepe raccolsero bacche rosse nel sotto bosco e le posarono con attenzione sui rami degli abeti, come fossero addobbi natalizi; gli uccelli più grandi e dalle ali possenti arrivarono persino a sfiorare il cielo e chiesero alle stelle di regalargli un po’ della loro polvere luccicante che sparsero sulla cima degli alberi rendendoli luminosi e brillanti come fossero costellati da centinaia di piccole luci.

Nino e Gina aiutati da tutti gli abitanti del bosco che via via si unirono alla preparazione della festa a sorpresa per Dasher riuscirono a preparare un banchetto ricchissimo, non mancava proprio nulla: muschi per le renne, ghiande per gli scoiattoli, semi per gli uccelli e poi noci, pigne, erbetta fresca, nocciole. Infine Lea e gli altri orsi accesero un grande fuoco che illuminò il cielo tanta era la legna che scoppiettando ardeva allegramente.

Ormai tutto era pronto mancava solo l’ospite d’onore ma che fine aveva fatto?
Dopo aver lasciato i suoi amici Dasher non aveva voglia di vedere nessuno e si era rintanata nel suo posticino segreto ai margini del bosco ma col buio che avanzava era stata attirata da una luce e dal profumo inconfondibile della legna che arde, un dolce ricordo dei camini in cui accompagnava Babbo Natale. Cammina, cammina, ecco il falò ed ecco anche i suoi amici tutti seduti intorno al fuoco in attesa che la renna arrivasse per iniziare a festeggiare.

“Buon Natale, Dasher!” disse l’orsa Lea che per prima lo aveva visto arrivare.
“Felice Natale, amica renna!” esclamarono gli altri animali ed anche gli abeti, tutti vestiti di bacche e polvere di stelle, sembravano sorridere alla vecchia renna che tratteneva a stento le lacrime.
“Amici, sono così emozionata, voi avete reso felice una povera renna col mal di schiena, non so come ringraziarvi!”
“Siamo noi che dobbiamo ringraziare te, cara Dasher…” la interruppe Nino il ghiro.
“E’ proprio così” proseguì la talpa Gina,“ negli anni ci hai resi partecipi delle tue avventure natalizie condividendo con noi i dolci doni dei bimbi del mondo e soprattutto ci hai insegnato che la gioia del Natale sta nella condivisione con gli amici e la famiglia e non siamo forse noi la tua famiglia del bosco?”
“Vieni a sederti con noi,” aggiunse Pepe “e raccontarci un’altra delle tue meravigliose storie mentre ceniamo tutti insieme!”
La renna annuì e tutti trascorsero la notte più magica dell’anno avvolti dal calore del fuoco, cullati dai racconti di Dasher, felici e grati di essere un’allegra famiglia che aveva scoperto il vero spirito del Natale.

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